11.3.09

PROPOSTA ASSOFARM

mai un farmaco senza farmacista

Arriva dall'Assofarm una proposta di regolamento che possa stabilire uno standard di qualità minimo e che possa garantire la migliore assistenza possibile ai pazienti, senza mai prescindere dalla presenza di un farmacista
Un codice per stabilire le regole fondamentali per l'assistenza ai clienti in farmacia, per standard di qualità verificabili da tutti. E che indichi le buone prassi da seguire: dalle domande da fare a chi richiede un medicinale per l'auto-cura alle informazioni da garantire nei diversi casi. Ma anche un sistema di distribuzione dei medicinali che continui a prevedere, sempre e comunque, la presenza di un farmacista quando si dispensa un medicinale. Sono alcune proposte dell'Assofarm, l'associazione che riunisce le farmacie comunali - 1.500 in Italia - e che ha Roma ha promosso una giornata di studio sul disegno di legge Gasparri-Tomassini per il riordino del servizio farmaceutico. "Per noi il cittadino deve essere al centro di tutto il sistema delle farmacie - ha spiegato Francesco Schito, vicepresidente di Assofarm - e questo il primo principio sul quale si basano le nostre proposte. Mentre crediamo - ha continuato Schito - che vada ribadita la necessità inderogabile della presenza del farmacista: sia quando distribuiscono i medicinali con ricetta sia, a maggior ragione, quando si distribuiscono i prodotti senza ricetta. In contrasto con la proposta Gasparri-Tomassini che prevede, in alcuni casi, la dispensazione senza farmacista". Per quanto riguarda invece la proposta del codice, Schito ha precisato: "Riteniamo che ci sia bisogno di un sistema di buone prassi che deve essere verificabile da tutti. Serve, insomma, seguire protocolli definiti anche per l'assistenza al cittadino da parte del farmacista". I giornalisti presenti hanno chiesto al presidente della FOFI, Andrea Mandelli, intervenuto alla manifestazione un giudizio sul tavolo organizzato dal Sottosegretario Ferruccio Fazio sulla distribuzione. "C'è un dialogo difficile" ha detto il presidente della FOFI. "Ho evidenziato, nel ruolo di coordinatore dei lavori, la difficoltà oggettiva di mediare le diverse realtà. Abbiamo la grande distribuzione che ha risultati sicuri su quanto prodotto dal decreto Bersani". Ma non è la stessa cosa per altre realtà figlie della liberalizzazione. Come le parafarmacie che, spiega Mandelli, "sono nate come mercato, non come contributo alla salute". Su queste il dibattito è acceso, "evidentemente qualche problema c'è" ha concluso.

NOTA DELLA DIREZIONE: Il dott. Mandelli sicuramente e volutamente sta stravolgendo una realtà storica e inconfutabile.Sono i farmacisti del territorio(parafarmacie)che con molta coscienza e conoscenza danno un serio contributo alla salute del cittadino.MA FINO AD IERI NON ERA LA GDO CHE BADAVA SOLO AL PROFITTO?