22.3.08

Oggi parliamo di ..

Pubblichiamo questa lettera di una collega di Avellino. Preferiamo non fare alcun commento, ma l'indignazione è tanta.

Avevo mandato, circa un mese fa, all’Ordine dei Farmacisti di Avellino, a cui sono regolarmente iscritta, la mia iscrizione all’ iniziativa del “Banco Farmaceutico” con il relativo versamento richiesto della somma di 150 € (con bonifico bancario).

Stamattina, giornata del Banco Farmaceutico, nel vedere che nessun volontario si presentava nel mio esercizio, ho telefonato all’Ordine per sapere cosa fosse successo. L’Ordine, a sua volta, non sapendomi dare una risposta ha rivolto la domanda al responsabile Provinciale nella persona del dott. P., il quale prontamente mi ha telefonato per informarmi che:
• Io non avevo nessun diritto a partecipare all’iniziativa in quanto non titolare di una farmacia
• Mi ero iscritta arbitrariamente senza essere stata invitata.
• Come mai stessi insistendo tanto per partecipare ad una iniziativa nella quale non ero voluta. E che mi ero comportata come se mi fossi presentata al matrimonio di un cugino senza essere stata invitata.
• La decisione di includere solo le farmacie convenzionali era stata presa dal direttivo del Banco Farmaceutico per non urtare la suscettibilità di Federfarma e affini
• Al più presto mi avrebbero restituita la somma versata.

Sarebbe mio desiderio che questa ulteriore discriminazione subita dai liberi esercizi farmaceutici ( parafarmacie ) venisse resa pubblica in modo da far capire che anche la beneficenza, quando si tratta di farmaci, rimane nelle mani di pochi eletti.