28.1.08

La Bersani ter che fine farà ?

Com’è noto, il 24 gennaio 2008, il Senato della Repubblica ha votato la sfiducia al Governo Prodi. Con 161 voti contrari, 156 favorevoli e 1 astenuto, il Senato ha infatti bocciato la risoluzione presentata dai Capigruppo della maggioranza che approvava le comunicazioni del Governo e sulla quale il Presidente del Consiglio aveva posto la questione di fiducia. L’on. Romano Prodi ha presentato, al Capo dell’ Stato le proprie dimissioni da Presidente del Consiglio dei Ministri. In base ad una prassi parlamentare ormai consolidata, il Presidente della Repubblica dovrà adesso iniziare le consultazioni per valutare la possibilità di nominare un nuovo Presidente del Consiglio, capace di formare un Governo (eventualmente anche tecnico) sostenuto dalla maggioranza delle forze politiche oggi presenti in Parlamento. Se il Presidente della Repubblica non dovesse riuscire, con l’attuale assetto politico, a riformare un Governo, si troverà costretto a sciogliere le Camere e ad indire le nuove elezioni politiche. Comunque resta ferma la previsione in base alla quale il Governo dimissionario resta in carica, su invito del Capo dello Stato, sino alla nomina del nuovo Governo, per il disbrigo degli affari di ordinaria amministrazione. Il Governo dimissionario in tale fase perde naturalmente il potere di indirizzo politico e di direzione, non essendo più legato ad un programma da attuare; potrà, dunque, compiere gli atti di esecuzione delle leggi vigenti, ma dovrà astenersi da tutti quegli atti discrezionali che possono essere rinviati alla gestione del successivo Governo. Si rammenta, inoltre, che, qualora si giungesse a nuove elezioni, i disegni di legge attualmente all’esame delle Camere, in base a quanto previsto dai Regolamenti parlamentari, potrebbero essere approvati con un iter accelerato purché ripresentati, nel termine di sei mesi dall’inizio della nuova legislatura e già approvati almeno da un ramo del Parlamento. Con riferimento all’AS 1644 c.d. “Bersani ter”, le situazioni che si potrebbero concretizzare sono le seguenti:

- per il periodo in cui il Governo dimissionario rimane in carica, o in attesa del nuovo Governo o in attesa delle elezioni e della successiva legislatura, l’iter del disegno di legge rimarrà fermo allo stato attuale;

- qualora si riuscisse, con l’attuale assetto politico, a formare un nuovo Governo, spetterà a quest’ultimo valutare l’opportunità dell’eventuale modificazione o revisione del testo ovvero considerare se proseguire nell’iter di tale disegno di legge.