22.7.07

L'indagine di Federconsumatori

Si lodano tanto gli effetti positivi per il consumatore, che avrebbe avuto accesso ai farmaci da banco con un sensibile beneficio economico. Ma di fronte alla contrazione delle vendite che hanno registrato una diminuzione del 4%, così come rilevato pochi giorni fa dall'ANIFA (l'associazione che raggruppa i produttori di farmaci da automedicazione), siamo sicuri che i cittadini, al dunque, non si ritrovino in tasca un risparmio annuo equivalente a qualche caffè?

E' un interrogativo che la Federazione degli Ordini dei Farmacisti pone ai sostenitori duri e puri delle liberalizzazioni, nel dubbio che possano risiedere altrove i decantati - e auspicati - benefici economici. Va anche rimarcato, infatti, come oggi la grande distribuzione sostenga la vendita dei farmaci di "Fascia C" (con obbligo di prescrizione) nelle parafarmacie e nei corner della grande distribuzione. Tuttavia, gli argomenti citati più spesso a supporto di questo allargamento sembrano riguardare più l"imprenditore che non il cittadino.

Le rappresentanze della Coop hanno parlato soprattutto delle difficoltà di gestione delle parafarmacie - in particolare le più piccole - attraverso i soli proventi dell'OTC, così come della difficoltà a reclutare farmacisti da adibire alla dispensazione: problematiche che potrebbero essere risolte facendo uscire dal canale farmacia l'etico di "Fascia C". Farmaco rispetto al quale, peraltro, è infondata la prospettiva di uno sconto al pubblico, dal momento che per questi medicinali, stante il cosiddetto decreto Storace, vige il blocco dei prezzi. Sembra logico concludere che il cittadino sparisce dal quadro di questa come di altre liberalizzazioni, e che lo si usi al massimo come pretesto per spingere alcuni precisi interessi economici.