12.7.07

Calano le vendite dell'OTC

Trecento milioni di confezioni vendute nel 2006, in calo del 4% rispetto all'anno precedente. E' il bilancio del mercato dei farmaci da banco, cioè senza ricetta, in Italia, tracciato ieri a Roma dall'Associazione nazionale dell'industria farmaceutica dell'automedicazione (ANIFA). ''Abbiamo assistito - ha spiegato il direttore dell'ANIFA Luciano Ragni, presentando i dati del Rapporto 2007 - anche a una diminuzione del 7% per quanto riguarda i ricavi derivati dalle vendite. E nei primi mesi del 2007 il dato sembra confermarsi, con un numero stabile di confezioni vendute e una leggera contrazione dei ricavi''. In Italia i più venduti sono i farmaci per l'autocura di raffreddore e influenza (27%), dei disturbi digerenti (19%) e gli analgesici (16%). Secondo l'ANIFA, dunque, la prima legge Bersani sulle liberalizzazioni, a un anno dalla sua entrata in vigore, non ha dunque sortito un effetto amplificante delle vendite di farmaci da banco, nonostante l'apertura di canali commerciali alternativi alla farmacia. "Questo potrebbe essere dovuto - ha sottolineato Sergio Daniotti, presidente dell'Associazione - al fatto che il mercato non è dei più 'vivaci', perché sempre e comunque legato ai malesseri invernali e all'entità delle influenze stagionali. Ma quel che importa è che le liberalizzazioni non hanno portato, come temuto, a una banalizzazione del farmaco e a una svalutazione della figura professionale del farmacista". Dati che però che sono stati contestati dai rappresentanti di Federfarma "Dire che le vendite dei farmaci da banco sono calate del 4% nell'ultimo anno è un tentativo di dimostrare che la legge Bersani non ha portato un aumento dei consumi fra gli italiani, cosa non vera. Questo perché molte farmacie, per far risparmiare i cittadini, hanno suggerito l'uso di prodotti generici, che esistono anche per gli Otc e che costano la metà" ha detto Franco Caprino, segretario nazionale di Federfarma, per Caprino, ''quel -4% nel 2006 bisognerebbe dunque sommarlo al numero di medicinali equivalenti che sono stati venduti in luogo degli OTC branded''. Una circostanza che Daniotti ha però negato, ribadendo che il calo denunciato dal rapporto è stato calcolato considerando anche i farmaci da banco equivalenti.